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domenica, 16 marzo 2008

Legs_by_dallasnagata

Sonnet #10

by Hayden Carruth

You rose from our embrace and the small light spread
like an aureole around you. The long parabola
of neck and shoulder, flank and thigh I saw
permute itself through unfolding and unlimited
minuteness in the movement of your tall tread,
the spine-root swaying, the Picasso-like éclat
of scissoring slender legs. I knew some law
of Being was at work. At one time I had said
that love bestows such values, and so it does,
but the old man in his canto was right and wise:
ubi amor ibi ocullus est.
Always I wanted to give and in wanting was
the poet. A man now, aging, I know the best
of love is not to bestow, but to recognize.

Ti levasti dal nostro abbraccio e la piccola luce si diffuse
come un'aureola attorno a te. La lunga parabola
di collo e spalla, fianco e coscia io vidi
permutare se stessa attraverso una crescente ed illimitata
minutezza nel movimento della tua alta falcata,
l'ondeggiare della tua spina e radice, l'ostentato mostrarsi
di sforbicianti gambe sottili. Sapevo che una qualche legge
dell'Essere era all'opera. Una volta dissi
che è amore ad assegnare tali valori, e così è,
ma il vecchio nel suo canto era nel giusto e saggio:
ubi amor ibi ocullus est.
Sempre ho voluto dare e mancante era
il poeta. Uomo ora, ed invecchiato, so che il meglio
dell'amore non è donare, ma riconoscere.
 

Postato da Raqqash il marzo 16, 2008 07:41 | permalink | commenti (13) | commenti (13) [pop-up]
categoria: poesia, amore, poetry, hayden carruth


giovedì, 14 febbraio 2008

20070409corn[....]
Forget history and how it has a way
of looping until you slap up against the chest
of an enemy who desires you and hates himself
for loving himself in you.
I'd rather be naked and flushed in the afterburn of love.
But what is sorrowful is cheap
and easy to obtain - this is by the same exact law that maintains
weeds grow in battalions with no bidding
while humans and corn
need constant reassurance
of songs.

[.....]
Dimentica la storia e quel suo modo
di girare e ritornare finché non sbatti contro il petto
di un nemico che ti desidera e si odia
perché ama se stesso in te.
Preferisco essere nuda e infiammata dal ritorno di fiamma dell'amore.
Ma ciò che è triste è a poco prezzo
e facile da ottenere - questo per la stessa legge che dice che
le erbacce crescono in battaglioni senza sforzo
mentre le persone e il granoturco
hanno bisogno di rassicurazioni costanti
e di canzoni.
[....]
 

Postato da Raqqash il febbraio 14, 2008 12:14 | permalink | commenti (1) | commenti (1) [pop-up]
categoria: poesia, amore, poetry, joy harjo


mercoledì, 24 ottobre 2007

Postato da Raqqash il ottobre 24, 2007 22:31 | permalink | commenti (4) | commenti (4) [pop-up]
categoria: poesia, amore, videos


venerdì, 17 agosto 2007

restore-my-heart_100

i carry your heart with me(i carry it in                         porto il tuo cuore con me(lo porto nel
my heart)i am never without it(anywhere                   mio cuore)non sono mai senza(dovunque
i go you go,my dear;and whatever is done                      io vada tu vai,mia cara;e ogni cosa che
by only me is your doing,my darling)                             io solo faccia è opera tua, mio tesoro)
                                                      i fear                                                                                  non temo
no fate(for you are my fate,my sweet)i want                alcun destino(ché tu sei il mio destino,mio dolce amore)non voglio
no world(for beautiful you are my world,my true)    alcun mondo(ché bellissima tu sei il mio mondo,mia vera)
and it’s you are whatever a moon has always meant  e sei tu sei qualsiasi cosa la luna abbia mai significato
and whatever a sun will always sing is you                   e qualsiasi cosa un sole canti sei tu

here is the deepest secret nobody knows                              ecco il più profondo segreto che nessuno conosce
(here is the root of the root and the bud of the bud          ecco la radice della radice e il bocciolo del bocciolo
and the sky of the sky of a tree called life;which grows  ed il cielo del cielo di un albero detto vita;che cresce
higher than soul can hope or mind can hide)                    più alto di quanto l'anima possa sperare o la mente celare
and this is the wonder that's keeping the stars apart     ed è questo il miracolo che tiene le stelle distanti

i carry your heart(i carry it in my heart)                         io porto il tuo cuore(lo porto nel mio cuore)

E. E. Cummings

Foto di
niquette

 

Postato da Raqqash il agosto 17, 2007 23:23 | permalink | commenti (3) | commenti (3) [pop-up]
categoria: poesia, amore, eecummings


martedì, 07 agosto 2007

880840
BROKEN DREAMS

THERE is grey in your hair.   
Young men no longer suddenly catch their breath  
When you are passing;   
But maybe some old gaffer mutters a blessing   
Because it was your prayer   
Recovered him upon the bed of death.   
For your sole sake -- that all heart's ache have known,   
And given to others all heart's ache,   
From meagre girlhood's putting on
Burdensome beauty -- for your sole sake
Heaven has put away the stroke of her doom,
So great her portion in that peace you make
By merely walking in a room.

Your beauty can but leave among us
Vague memories, nothing but memories.
A young man when the old men are done talking
Will say to an old man, 'Tell me of that lady
The poet stubborn with his passion sang us
When age might well have chilled his blood.'

Vague memories, nothing but memories,
But in the grave all, all, shall be renewed.
The certainty that I shall see that lady
Leaning or standing or walking
In the first loveliness of womanhood,
And with the fervour of my youthful eyes,
Has set me muttering like a fool.

You are more beautiful than any one,
And yet your body had a flaw:
Your small hands were not beautiful,
And I am afraid that you will run
And paddle to the wrist
In that mysterious, always brimming lake
Where those What have obeyed the holy law
paddle and are perfect.  Leave unchanged
The hands that I have kissed,
For old sake's sake.

The last stroke of midnight dies.
All day in the one chair
From dream to dream and rhyme to rhyme I have ranged
In rambling talk with an image of air:
Vague memories, nothing but memories.



C'è del grigio tra i tuoi capelli.
I ragazzi non trattengono più il respiro
Quando passi;
Ma forse qualche vecchio gaffiere mormora una benedizione
Perché furono le tue preghiere
A salvarlo sul letto di morte.
Solo per te - che hai conosciuto tutti gli affanni del cuore,
ed agli altri dato tutti questi affanni,
ché una scarsa giovinezza si adornava
di ingombrante bellezza - solo per te
il Cielo ha messo via i colpi del fato,
tanto grande è la porzione della sua pace che tu porti
semplicemente entrando in una stanza.

La tua bellezza può solo lasciare tra di noi
vaghi ricordi, niente che ricordi.
Un ragazzo, quando i vecchi avranno terminato di parlare
chiederà a un anziano: "raccontami di quella signora
di cui il poeta intestardito nella sua passione ci cantava
anche quando l'età avrebbe ormai dovuto raffreddarne il sangue."

Vaghi ricordi, niente altro che ricordi,
ma nella tomba tutto, tutto, si rinnoverà.
La certezza che vedrò quella donna
Nella sua piena adorabile giovinezza,
E con il fervore dei miei occhi giovanili,
Mi ha spinto a blaterare come uno sciocco.

Tu sei più bella di qualsiasi donna,
Eppure il tuo corpo aveva un difetto:
Le tue piccole mani non erano bellissime,
E io temo che tu correrai
A sguazzare fino ai polsi
In quel misterioso, eternamente lucente lago
Dove coloro che hanno obbedito alla legge sacra
sguazzano e sono perfetti. Lascia uguali
Le mani che io ho baciato,
per il bene di ciò che era.

L'ultimo rintocco della mezzanotte si spegne.
Tutto il giorno nella mia unica sedia
Di sogno in sogno e di rima in rima ho spaziato
Farfugliando con un immagine d'aria:
Vaghi ricordi, niente altro che ricordi.

Postato da Raqqash il agosto 07, 2007 01:15 | permalink | commenti (2) | commenti (2) [pop-up]
categoria: poesia, amore, william butler yeats


sabato, 21 luglio 2007

Speshal1103847O invece ci vede benissimo? Qualcosa a riguardo devo aver già detto, però oggi è venuta fuori questa frase, e devo dire che la trovo fastidiosa, come è fastidiosa la gran parte delle frasi che spesso sono associate all'amore. E' spesso amore deresponsabilizzato, svilito, negato, un po' colpevole, sgradevole. Le prove?

Si comincia proprio con l'amore cieco. Allora siamo tutti scemi ad innamorarci, no? Oppure quante volte sentiamo qualcuno lamentarsi di tutti i difetti del/la partner, e poi concludere con un "ma che devo fare, lo amo". E che dire dell'inglese "falling in love". Insomma un inciampo, amore come una buca per strada, uno sfortunato incidente di percorso, indesiderato e subito.

Io credo invece che amore sia scelta, scelta a volte masochistica, a volte oculata, dipende appunto da quel che uno sceglie. Allora tornerei a Shakespeare, che diceva che l'amore rende savi i pazzi, e pazzi i savi. E chissà chi è che ci perde di più tra i due, i pazzi che perdono la loro a volte geniale diversità, o i savi che perdono cosa? La reputazione? Il comprendonio? La ragione? 
Eppure eppure eppure. James Hillman fa notare come passiamo tutta la vita a costruirci un'esistenza che ci ponga al riparo dai problemi e ci faccia sentire sicuri e tranquilli, e poi andiamo a buttarci in storie d'amore che, ben che vada, mirano a renderci vulnerabili, coinvolti, a rischio. Perché amare è mettersi in gioco, e pesantemente. E' preoccuparsi di qualcun altro, desiderare il suo bene, sopportarne i difetti.

E qui metto in ballo Sara Teasdale:

They came to tell your faults to me,   Vennero a dirmi i tuoi difetti,
They named them over one by one;       Me li  hanno specificati uno ad uno;
I laughed aloud when they were done,   Io risi forte quando ebbero terminato,
I knew them all so well before, –      Ché li conoscevo bene già prima,
Oh, they were blind, too blind to see  Oh, erano ciechi, troppo ciechi per vedere
Your faults had made me love you more. Come i tuoi difetti mi facciano amare te ancora di più.


Amore cieco allora? Io non lo credo. L'amore ci vede benissimo, siamo noi che lo temiamo e cerchiamo di sminuirlo, allontanarlo, esorcizzarlo. Perché la posta in gioco è molto alta.

E per finire, William Blake con una poesia breve che però la dice lunga, molto lunga.

“Love seeketh not itself to please,         "Amore non cerca la propria soddisfazione
Nor for itself hath any care,               né di se stesso ha alcuna cura,
But for another gives its ease,             ma per un altro abbandona il proprio agio
And builds a heaven in hell’s despair.”     e costruisce un paradiso in mezzo alla desolazione infernale.

So sung a little Clod of Clay,              Così cantava una piccola zolla di argilla
Trodden with the cattle’s feet,             pestata tra i piedi dal bestiame,
But a Pebble of the brook                   ma un ciotolo del ruscello
Warbled out these metres meet:              gliene cantò in ben altre rime:

“Love seeketh only Self to please,          "L'amore cerca solo il proprio sollazzo,
To bind another to its delight,             legare un altro al proprio godimento,
Joys in another’s loss of ease,             gioire nelle difficoltà altrui,
And builds a hell in heaven’s despite.”     e rendere un inferno perfino il paradiso."

E io, come amo? Cosa amo? Amo l'amore carezzevole, che abbraccia senza soffocare, l'amore che valorizza e sprona, senza essere pesante, senza salire in cattedra. Amo i pensieri lievi, i bigliettini lasciati nascosti chissà dove, trovati di sorpresa; amo l'amore costante ma lieve, la dolcezza senza pretese, la profondità che non indugia nella disperazione o nel pessimismo.
 Amo le piccole frasi, gli sprazzi e la brezza leggera che rinfrescano, sempre presenti, sempre diversi, e li porto con me notte e giorno.

E voi? Una volta trovata una persona così, la lascereste andare?

 

Postato da Raqqash il luglio 21, 2007 20:11 | permalink | commenti (10) | commenti (10) [pop-up]
categoria: amore, shakespeare, parlo di me, william blake, sara teasdale


venerdì, 13 luglio 2007

Lies_and_Lace_by_EvilxElfMy shadow said to me:                     La mia ombra mi disse:
what is the matter                        Che ti prende

Isn’t the moon warm                       La luna non è abbastanza
enough for you                            Calda per te
why do you need                           Perché hai bisogno
the blanket of another body               di un altro corpo una coperta             

Whose kiss is moss                        Il cui bacio è come muschio

Around the picnic tables                  Intorno ai tavoli da picnic
The bright pink hands held sandwiches     Le lucide mani rosee che tenevano sandwich
crumbled by distance. Flies crawl         Sbriciolati dalla distanza. Mosche striscianti
over the sweet instant                    Sul dolce momento

You know what is in these blankets        Tu sai cosa c'è in queste coperte

The trees outside are bending with        Gli alberi fuori sono curvi di
children shooting guns. Leave             Bambini che sparano con le pistole. Lasciali
them alone. They are playing              Perdere. Stanno giocando
games of their own.                       I loro giochi.

I give water, I give clean crusts         Io do acqua, io do croste pulite

Aren’t there enough words                 Non ci sono abbastanza parole
flowing in your veins                     Che scorrono nelle tue vene
to keep you going
.                                                 Da farti tirare avanti?

 Margaret Atwood

Foto di EvilxElf

Postato da Raqqash il luglio 13, 2007 16:07 | permalink | commenti (1) | commenti (1) [pop-up]
categoria: poesia, amore, margaret atwood


giovedì, 12 luglio 2007

Eternal_Believer_by_NadavDovAS virtuous men pass mildly away,                        Come uomini virtuosi spirano con discrezione
And whisper to their souls to go,                         E sussurrano alle loro anime di andare,
Whilst some of their sad friends do say,        Mentre alcuni dei loro amici, tristi, dicono
“Now his breath goes,” and some say, “No.”   "Ecco che ci lascia" ed altri dicono "No."

So let us melt, and make no noise,                   Così diventiamo tutt'uno, e senza clamori
No tear-floods, nor sigh-tempests move ;       Né rovesci di lacrime o tempeste di sospiri;
‘Twere profanation of our joys                             Sarebbe profanare le nostre gioie
To tell the laity our love.                                     E rivelare la mondanità del nostro amore.

Moving of th’ earth brings harms and fears ;  Il moto della terra porta dolori e timori;
Men reckon what it did, and meant ;                    L'uomo ne conosce gli effetti e i risultati;
But trepidation of the spheres,                               Ma il movimento di tali corpi,
Though greater far, is innocent.                           Benché ancora maggiore, è innocente.

Dull sublunary lovers’ love                                   Il gretto amore di sublunari amanti
 Whose soul is sense cannot admit                        La cui anima è nei sensi non ammette
Of absence, ’cause it doth remove                       Assenza, ché ciò rimuove
The thing which elemented it.                                Quel che l'ha originato.

But we by a love so much refined,                       Ma noi di un amore talmente raffinato
That ourselves know not what it is,                   Che neppure noi sapremmo spiegare,
Inter-assur d of the mind,                                        Nelle vicendevoli rassicurazioni della mente,
Care less, eyes, lips and hands to miss.        Di assenza di mani, occhi, o labbra non ci curiamo.

Our two souls therefore, which are one,           Le nostre anime dunque, che sono una sola,
Though I must go, endure not yet                         Anche se io devo andare, non soffrono
A breach, but an expansion,                                      Separazione, ma espansione,
Like gold to aery thinness beat.                         Come l'oro assottigliato fino a spessore di aria.

If they be two, they are two so                             Se due sono, sono due tali che
As stiff twin compasses are two ;                        Come unite braccia di compasso ne sono due;
Thy soul, the fix’d foot, makes no show         La tua anima, piede fermo, non dà cenno
To move, but doth, if th’ other do.                    Di muoversi, eppure segue, se l'altro va.

And though it in the centre sit,                           Ed anche se nel centro risiede,
Yet, when the other far doth roam,                    Tuttavia, quando l'altro si allontana,
It leans, and hearkens after it,                         Si sposta, e tende verso lui,
And grows erect, as that comes home.                 E poi torna dritto, quando lui torna.

Such wilt thou be to me, who must,                  Così sarai tu per me, che devi,
Like th’ other foot, obliquely run ;                Come l'altro braccio, obliquamente stare;
Thy firmness makes my circle just,                   La tua fermezza rende il mio cerchio perfetto,
And makes me end where I begun.                          E fà sì ch'io ritorni laddove ero partito.


John Donne (1572 - 1631) è considerato il principale rappresentante dei poeti metafisici. La qualifica di metafisici in realtà è posteriore e venne data da Samuel Johnson, forse in riferimento a un commento di John Dryden su Donne, non propriamente lusinghiero:

"He affects the metaphysics, not only in his satires, but in his amorous verses, where nature only should reign; and perplexes the minds of the fair sex with nice speculations of philosophy, when he should engage their hearts, and entertain them with the softnesses of love."

"Egli affetta di metafisica, non solo nelle sue satire, ma nei versi amorosi, dove solo natura dovrebbe regnare; rende perplesse le menti del gentil sesso con  belle speculazioni di filosofia, quando dovrebbe coinvolgerne i cuori, ed intrattenerle con le dolcezze dell'amore."

Al di là dei commenti sempre arguti e pungenti per cui era famoso Dryden, le opere dei cosiddetti metafisici ebbero grande successo molti secoli dopo, influenzando T.S. Eliot, che pubblicò un saggio al riguardo, riportandoli alla fama e alla conoscenza del pubblico.

Foto di NadavDov

Postato da Raqqash il luglio 12, 2007 11:49 | permalink | commenti (3) | commenti (3) [pop-up]
categoria: poesia, amore, john donne


martedì, 12 giugno 2007

yuribonder1232312Gacela del amor imprevisto - Federico Garcia Lorca


Nadie comprendía el perfume               Nessuno comprendeva il profumo
de la oscura magnolia de tu vientre.      della oscura magnolia del tuo ventre.
Nadie sabía que martirizabas              Nessuno sapeva che martirizzavi
un colibrí de amor entre los dientes.     Un colibrì d'amore tra i tuoi denti

Mil caballitos persas se dormían          Mille cavallini persiani dormivano
en la plaza con luna de tu frente,        nella piazza con luna a te di fronte,
mientras que yo enlazaba cuatro noches    mentre mi allacciavo per quattro notti
tu cintura, enemiga de la nieve.          alla tua vita, nemica della neve.

Entre yeso y jazmines, tu mirada          Tra gesso e gelsomini, il tuo sguardo
era un pálido ramo de simientes.          era un pallido ramo di sementi.
Yo busqué, para darte, por mi pecho       Io cercavo, per dartele, col mio petto
las letras de marfil que dicen siempre.   le lettere d'avorio che dicono sempre.

Siempre, siempre: jardín de mi agonía,    Sempre, sempre: giardino della mia agonìa,
tu cuerpo fugitivo para siempre,          il tuo corpo fuggitivo per sempre,
la sangre de tus venas en mi boca,        il sangue delle tue vene nella mia bocca,
tu boca ya sin luz para mi muerte.        la tua bocca ormai senza luce per la mia morte.


Garcia Lorca mi fa tornare in mente uno dei nomi alternativi per Poesia: Lirica. Lirica come canzone, come ritmo, come musica. Il ritmo del linguaggio interiore di Garcia Lorca è, io credo, inconfondibile. E' un ritmo intriso di malinconia, capace di tenere toni e tempi lenti, pensosi, a volte persino funebri, e poi scattare avanti e sparire in lampi di allegria, voluttuosità, sensualità, o solidificarsi in piccoli, perfetti quadri che dipingono paesaggi, istanti, per sone o sensazioni.
  Dalle bellissime istantanee notturne e magiche della Casada Infiel viste pochi post fa, passo a questo schizzo in toni quasi onirici che parla di amore e morte e in cui echeggiano ricordi adolescenziali e profumi e sapori della natura. In quattro brevi strofe, Garcia Lorca dipinge una donna e il suo tormento, la magia evocata dal suo nome, un incontro fugace, e la fine del tutto.
 Una poesia che rasenta la perfezione: sensuale, a tinte sia lievi che forti, pittorico e musicale allo stesso tempo.

Postato da Raqqash il giugno 12, 2007 17:55 | permalink | commenti (2) | commenti (2) [pop-up]
categoria: poesia, amore, federico garcia lorca


mercoledì, 25 aprile 2007

12341~1

MEMORY - W.B.Yeats

ONE had a lovely face,
And two or three had charm,
But charm and face were in vain
Because the mountain grass
Cannot but keep the form
Where the mountain hare has lain.

UNA aveva uno squisito viso,
e due o tre avevano fascino,
ma fascino e viso erano vani
ché l'erba di montagna
può solo mantenere la forma
laddove la lepre di montagna ha riposato.

Foto di Michael Tarasoff

Postato da Raqqash il aprile 25, 2007 08:27 | permalink | commenti (5) | commenti (5) [pop-up]
categoria: poesia, amore, william butler yeats

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Utente: Raqqash
A 15 anni studiavo informatica e leggevo Shakespeare. A 21 anni studiavo informatica e miglioravo il mio inglese. A 31 anni, abbandonata l'informatica, la mia consorte era la letteratura inglese.

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